Dialoghi, virgolette e punteggiatura: quali sono le regole?

Vi è mai capitato, leggendo, di incontrare dialoghi che non “filavano”?
Qualcosa di sbagliato nel ritmo, nelle parole, nella punteggiatura. Potrebbe sembrare effimero, ma la punteggiatura e il corretto uso di maiuscole, virgolette e puntini sono fondamentali per il tono del vostro romanzo.

I dialoghi sono davvero un modo efficace per disegnare nella mente del lettore l’immagine della trama e dei personaggi. Vediamo, innanzitutto, le diverse tipologie di virgolette.

  • Le caporali «…»,
  • Le virgolette alte o inglesi “…”,
  • I trattini lunghi –…–.

Le caporali sono le più efficaci in apertura e chiusura di dialogo, perché permettono di mantenere libere le eventuali virgolette alte per citazioni all’interno del discorso diretto.
Attenzione però: le caporali non possono essere sostituite con i segni < e >.
Puoi trovarle nella finestra dei Caratteri speciali, di solito sotto il menu Inserisci → Caratteri speciali. A questo punto
si aprirà una finestrella con una serie di simboli che non compaiono sulla normale tastiera.

Le virgolette inglesi sono altrettanto efficaci, ma non permettono, ovviamente, di usare le stesse all’interno del discorso diretto: potrai inserire le citazioni in corsivo, ma non riusare i segni “….”.

Passiamo alla punteggiatura: le regole che seguono possono essere applicate nei dialoghi sia con le caporali («…») che con le virgolette alte (“…”).

  • Periodo composto solo dal discorso diretto: la punteggiatura va all’interno del dialogo.

«Porto fuori il cane.»

«Porto fuori il cane?»

«Porto fuori il cane!»

«Porto fuori il cane …»

 

  • Dialogo introdotto da una frase: la punteggiatura va all’esterno.

Mi disse: «Porto fuori il cane».

NOTA BENE: usando il punto esclamativo, interrogativo o puntini di sospensione all’interno del dialogo non bisogna mai inserire il punto esterno.

Mi disse: «Porto fuori il cane …»

Mi disse: «Porto fuori il cane!»

Mi disse: «Porto fuori il cane?»

 

  • Dialogo inserito in un periodo: attenzione all’uso della virgola.

Mi disse: «Porto fuori il cane», ed uscì.

Mi disse: «Porto fuori il cane?» ed uscì.

  • Dialogo spezzato da un inciso: virgole fuori, punto dentro.

«Allora», disse, «porto fuori il cane.»

Se la virgola riguarda il dialogo vero e proprio, però, rimane dentro alle caporali:

«Tesoro,» disse, «porto fuori il cane.»

Nello stesso modo si ragiona per quanto riguarda gli altri segni di punteggiatura, con l’eccezione che, al posto della virgola, va inserito il punto:

«Allora?» disse. «Porto fuori il cane?»

«Tesoro!» disse. «Porto fuori il cane.»

 

Nel caso dei trattini lunghi, meno usati, ma comunque efficaci, ci sono un paio di regole ulteriori da seguire.

  • Il dialogo si apre con un trattino, e si chiude con un altro trattino solo se il testo continua

– Porto fuori il cane.

– Porto fuori il cane, – disse.
Ricorda che il discorso diretto non viene MAI segnalato da un altro trattino, se isolato, come nel primo esempio.

 

  • Dopo il dialogo il testo continua: il punto va messo dopo il trattino di chiusura.

– Tesoro, – disse, – porto fuori il cane –. Prese il guinzaglio e chiamò Charlie.

In conclusione, non importa quale dei tre metodi scegli, ma è importante che tu mantenga lo stesso metodo per tutto il romanzo. Il ritmo che si creerà sarà fondamentale nella resa dei dialoghi e del racconto in generale!
Nella speranza di essere stati utili, vi auguriamo buona scrittura 😊

Autore dell'articolo: Giunsb93

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