10 libri da leggere per imparare a scrivere!

Ne abbiamo parlato in qualche articolo, ma non lo ripeteremo mai abbastanza: leggere è il metodo principe per imparare a scrivere. Leggete, leggete quanti più romanzi, manuali, poesie e quant’altro! Non ve ne pentirete. Detto questo, abbiamo deciso di lasciarvi la classifica definitiva dei 10 libri da leggere assolutamente. Sono pagine scritte da professionisti, grandi […]

Come iniziare a scrivere un libro: 6 passi utili

Non è mai facile, e non ne scriveremo mai abbastanza: come (diamine) si comincia a scrivere un libro? Step 1: informati! Se non hai le idee ben chiare, leggi sullo scrivere. Libri utili sono sicuramente On Writing di Stephen King, un bellissimo libro di memorie sulla cattiva scrittura. Poi ci sono le Lezioni Americane di […]

Dialoghi, virgolette e punteggiatura: quali sono le regole?

Vi è mai capitato, leggendo, di incontrare dialoghi che non “filavano”?
Qualcosa di sbagliato nel ritmo, nelle parole, nella punteggiatura. Potrebbe sembrare effimero, ma la punteggiatura e il corretto uso di maiuscole, virgolette e puntini sono fondamentali per il tono del vostro romanzo.

I dialoghi sono davvero un modo efficace per disegnare nella mente del lettore l’immagine della trama e dei personaggi. Vediamo, innanzitutto, le diverse tipologie di virgolette.

  • Le caporali «…»,
  • Le virgolette alte o inglesi “…”,
  • I trattini lunghi –…–.

Le caporali sono le più efficaci in apertura e chiusura di dialogo, perché permettono di mantenere libere le eventuali virgolette alte per citazioni all’interno del discorso diretto.
Attenzione però: le caporali non possono essere sostituite con i segni < e >.
Puoi trovarle nella finestra dei Caratteri speciali, di solito sotto il menu Inserisci → Caratteri speciali. A questo punto
si aprirà una finestrella con una serie di simboli che non compaiono sulla normale tastiera.

Le virgolette inglesi sono altrettanto efficaci, ma non permettono, ovviamente, di usare le stesse all’interno del discorso diretto: potrai inserire le citazioni in corsivo, ma non riusare i segni “….”.

Passiamo alla punteggiatura: le regole che seguono possono essere applicate nei dialoghi sia con le caporali («…») che con le virgolette alte (“…”).

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Fiction e non-fiction: quali sono le differenze?

La letteratura di prosa si può genericamente suddividere in letteratura “di finzione”, quindi i romanzi di fantasia, e “non di finzione”, ovvero i saggi, i testi di storia, di geografia, e così via. Ci sono moltissime sfumature tra i due generi, la nostra infografica le riassume in maniera chiara e simpatica. Dai un’occhiata anche ai […]

Saghe letterarie: qualche consiglio

Vi siete mai chiesti cosa renda una saga letteraria interessante fino alla fine? Abbiamo costruito una piccola, ma efficace infografica come memorandum di ciò che vi consigliamo di fare e di non fare… E ricordate: Le cose non avvengono mai due volte nello stesso modo. Le cronache di Narnia, C. S. Lewis Buona scrittura 😉

Quando il cattivo è donna

Come scrivere di un villain femminile che sia credibile, con una storia appassionante e che i lettori amino?
Se ci pensate, i cattivi romanzeschi sono più spesso uomini. Se pensiamo alle “cattive” ci vengono in mente cliché come le streghe, oppure personaggi della Disney come Ursula, Crudelia, ecc.

Nei romanzi le cattive esistono eccome, ma poche rimangono bene impresse nella mente dei lettori.
Quali sono quindi le chiavi di lettura giuste da attribuire alla vostra cattiva?

  • Non esiste solo il male

Come tutti i vostri personaggi, anche la cattiva deve avere una storia, probabilmente tormentata, alle spalle. E la sua storia la porterà a desiderare qualcosa: un traguardo, un potere, un’emozione. Perché non farle desiderare una vita tranquilla, l’amore?
Il male fine a sé stesso esiste solo nelle favole: per creare empatia con il lettore, la cattiva deve avere ricordi e desideri umani (questo vale ovviamente anche per i personaggi malvagi maschili).

  • È coerente

Uno dei tratti caratteristici di un villain è il suo essere coerente: ha dei valori, per quanto distorti, ed è fedele a quelli. Nella costruzione di un villain femminile i valori sono importantissimi: possono essere quelli della famiglia, ad esempio, con figli da proteggere, oppure quelli che sostengono i diritti delle donne, perché un tempo la nostra cattiva è stata maltrattata e non vuole più che cose simili accadano.

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6 modi in cui superare il blocco creativo

Ѐ risaputo, il peggiore nemico dello scrittore è il blocco creativo. Il foglio bianco, l’ansia da prestazione, le idee che non prendono forma. A volte è solo indice del fatto che hai bisogno di distrarti. Ecco 6 consigli provati dalla sottoscritta per stimolare la creatività, anche quando sembra che ogni pensiero intrigante abbia lasciato l’edificio! […]

Storytelling: come e perché usarlo nel tuo romanzo

La cosiddetta tecnica dello storytelling ormai spopola praticamente in ogni campo.
Raccontare una storia, magari accompagnata da immagini evocative, è uno dei mezzi più diretti per trasmettere un messaggio.

Ovviamente questo è valido anche per il tuo romanzo!
Ecco qualche spunto per far sì che la tua storia venga ricordata e tocchi le corde giuste.

>> Semplicità

Non serve aggiungere troppi fiocchi in una storia per renderla memorabile.
Le storie semplici sono le migliori, quelle più toccanti, perché potrebbero capitare a chiunque.
Attenzione, semplice non significa banale!
Guardati intorno: le storie che hai sotto agli occhi ogni giorno possono darti ispirazione continua.
Togli tutto ciò che di artificioso trovi nella tua trama, quindi procedi con la narrazione: un consiglio di Stephen King.

>> Intuizione ed immersione

Se racconterai storie semplici, come dicevamo, per il lettore sarà più facile immergersi nella trama ed arrivare a certe conclusioni. Sta a te, ad un certo punto, ribaltarle completamente oppure lasciare che chi ti legge finisca proprio lì dove si era immaginato di arrivare.
Entrambe le conclusioni generano piacere, ma devi tener conto del genere del tuo libro.
In un romanzo rosa è bello quando alla fine tutto va per il verso giusto. In altri tipi di romanzi, invece, l’attaccamento del lettore deriva proprio dal non sapere cosa potrebbe accadere nel capitolo seguente.
Un esempio? George R.R. Martin ne Il Trono di Spade orchestra sapientemente molti personaggi. Tuttavia il cuore della trama è semplice: alla base dei loro comportamenti ci sono invidie, amori, fratellanze.
Ma Martin riesce comunque a spiazzarci, perché spinge sempre un po’ più in là le azioni dei personaggi rispetto a ciò che ci aspettiamo. Se non sai come dare carattere ai tuoi personaggi, leggi questo articolo!

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Caratterizzare i protagonisti del vostro libro: come fare?

Scrivere un libro è una cosa meravigliosa.
Immaginare l’ambientazione, la storia, far proprio ogni dettaglio.
Ma come riuscire a rendere credibili i personaggi, parte necessaria alla struttura del racconto?

Non è semplice, tuttavia riuscire nell’impresa significa avere una marcia in più. I lettori si identificano di più con personaggi realistici, vengono coinvolti nella storia e si affezionano. Lo ha detto anche Stephen King

Ecco qualche consiglio per progettare i personaggi della tua storia!

Per raccontare bene qualcosa, devi immaginare ogni particolare

Descrivi l’aspetto fisico ed il carattere dei tuoi personaggi nel modo più dettagliato possibile. Facendo questo, durante la scrittura, avrai un “ritratto” a cui fare riferimento e non rischierai di cadere in errori o dimenticanze.

Allo stesso modo dovresti descrivere le espressioni e il linguaggio del corpo delle tue creazioni: questo restituisce al lettore un’immagine nitida, che racconta molto del personaggio e delle sue esperienze.
In particolare, stimola l’empatia tra il lettore e i personaggi.

Parla infine anche del guardaroba dei tuoi protagonisti.
Hanno degli abiti o degli accessori preferiti? Immagina che, se stai parlano ad esempio di un ladro, porterà con sé degli strumenti particolari, avrà un mantello, una maschera, e così via.
Se si tratta di un re, invece, descrivi il fasto delle sue vesti, i gioielli, l’aspetto ben curato.
Queste accortezze sembrano minime, ma aiutano sia lo scrittore che il lettore ad inquadrare i personaggi e a ricordarli.

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Come dare vita ad un personaggio?

Hai in mente l’ambientazione perfetta, hai un’idea su come dovrà andare la trama e quale vuoi che sia il tuo messaggio. Ma i personaggi? Vuoto totale.

Spesso uno scrittore si blocca nella creazione dei suoi personaggi.
Paradossalmente accade che tutto il resto sia nitido, “solo” da scrivere, mentre il protagonista resta testardo nell’ombra.
Come ovviare a questo blocco creativo?

Prima di tutto, sappi che è normale. Haruki Murakami ha sostenuto in più di un’intervista di aver avuto simili problemi. Con lui, moltissimi altri.

Ecco qualche consiglio!

Osserva le persone.
Non c’è metodo migliore per sbloccarsi che sedersi su una panchina. Ogni persona, intorno a noi, ha una storia e un carattere spesso molto distante dal nostro. Per creare quel “disturbo creativo”, quella discrepanza da cui nascono le idee, confrontarsi col mondo esterno è necessario. Osserva i passanti: quale potrebbe essere la loro storia? Ce n’è qualcuna che ti piacerebbe raccontare? Ci sono persone, tra quelle che vedi, che vivrebbero bene nel contesto del tuo racconto?

Ispirati a qualcuno che conosci.
Ci saranno momenti in cui nemmeno tu, scrittore, saprai capire le scelte dei tuoi protagonisti.
In questi momenti è utile pensare: cosa farebbe…? Per questo, quando crei i personaggi, dovresti sempre cercare di rifarti a persone reali. Tutto il resto è immaginazione!
Parti da una persona con determinate qualità: un conoscente, una persona famosa, un’insegnante…e così via. Adatta quelle qualità (e quei difetti) al tuo personaggio e il resto verrà da sé.

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